Mostrarsi gentili e disponibili verso i propri clienti non porta sempre buoni risultati. Quando dai il massimo, resti disponibile 24 ore su 24, rispondi sempre al telefono chiarendo ogni loro dubbio, vai a trovarli spesso mostrando loro lo stato di avanzamento dei lavori, sono contenti, nella maggior parte dei casi! C’è sempre una piccola percentuale di clientela che rappresenta la tua nota negativa, richiedono il massimo cercando (davvero in tutti i modi possibili) di dare il minimo. Non a caso scrivo questo post per raccontare le “gesta” di un prodotto mai venduto ad un cliente che voleva farmi credere di averlo già comprato. Si avete capito proprio bene!

30/04/2010: incontro questa persona che mi contatta per un lavoro, è una società di finanziamenti, puoi benissimo immaginare di cosa si occupa, obiettivo del progetto: realizzare un sito web che esponga servizi per affiliati che decidono di collaborare con la stessa. Ci accordiamo per il prezzo e durante il nostro colloquio il cliente ci tiene molto a sottolineare la sua urgenza per questo progetto, la frase tipica:

Vorrei che sia pronto per domani, anzi no, fai finta che debba essere pronto già per ieri (risata finale cercando di mostrarsi simpatico e nello stesso tempo vuole farti capire che non scherza, lo vorrebbe davvero subito!)

* appunto subito questa sua esigenza per poter successivamente elaborare un piano per l’esecuzione dei lavori, rimaniamo d’accordo per la preparazione nei giorni successivi del Logo.

01/05/2010: consegno il logo, lui avvia la stampa di: carta intestata, documenti, bigliettini e insegne, ovviamente senza avermi pagato nulla. Ci accordiamo (sempre aspettando un suo anticipo) per i lavori successivi, operazione per cui è necessaria la fornitura da parte sua di dati importanti per la realizzazione del database e tutto il resto.

29/06/2010: sono passati 3 mesi, sparito dalla circolazione si è fatto sentire una settimana fa’ per fare il punto della situazione, ci vediamo e durante l’attesa per questo momento ho già in mente cosa dirgli. Sono nel suo ufficio:

Cliente: allora dimmi tutto Roberto!

Io: partendo dal presupposto che il tuo lavoro richiede molto tempo e che per 3 mesi non ti sei fatto sentire prendendo una parte del prodotto senza nemmeno versare un anticipo, se vuoi che questo progetto parta devi pagarmi subito la prima parte, non ti sto chiedendo un “aumento” ma semplicemente una garanzia che questo lavoro debba essere realmente fatto.

Cliente: annulliamo tutto!

Io: nessun problema, pagami quanto fatto fino ad ora e chiudiamo tutto. (non puoi immaginare che soddisfazione potersi comportare in questo modo e guardare negli occhi del cliente la delusione di poter pensare di essere unico ed insostituibile, si sbagliava).

Ovviamente, la richiesta di un anticipo doppio doveva essere un semplice test per capire la reale fattibilità dell’intero progetto, da qui si evincono le sue reali intenzioni, chissà se avrei mai riscosso l’intera somma di denaro. Se il suo obiettivo era ottenere una contro proposta (di che tipo? Se non vuoi pagarmi un anticipo significa che non vorrai pagarmi nemmeno l’intero lavoro), non ci è riuscito!

Morale? Il cliente ha sempre ragione, se ti dà un anticipo o se ha pagato completamente un prodotto, in caso contrario semplicemente non esiste.