Utopia dei database relazionali

28 settembre 2010

Più vado avanti e più mi rendo conto che il “Database Relazionale” per sua stessa definizione non esiste più, o almeno, la moda è quella di realizzare una base dati e di questa, la parte del nome che ha più importanza è proprio base, cioè niente di più che uno strumento per il salvataggio delle informazioni.

Vi starete chiedendo: ma tu che problema hai? Io ho diversi problemi ed oggi ve ne espongo qualcuno!

Allora, il mio lavoro non consiste solo nella progettazione e realizzazione di software, molte volte, in casi estremi quando nemmeno gli stessi dirigenti plurilaureati che si presentano dicendo

“Salve, io sono un espertissimo nell’elaborazione dati”

riescono a risolvere, forniamo al cliente supporto per la gestione dei database proprietari di cui proprio non riescono a capirci nulla. Capita spesso che venga acquistato un software da altre aziende che forniscono l’RDBMS spacciato per RELAZIONALE insieme al software atto alla sua manutenzione, la maggior parte delle volte, il cliente chiede sempre qualcosa in più relativamente allo stesso, tipo reports complicati, quadramenti, conteggi, roba che il Tool offerto per il Management non è in grado di offrire.

Qui interveniamo noi che forniamo supporto come CED (Centro Elaborazione Dati), ci infiltriamo in questi complessi database e tiriamo fuori le informazioni che servono (le più svariate e complesse query che il mondo possa conoscere, delle volte il cliente è cosi al punto tale da chiedere cose cosi complesse da non capirci nemmeno lui nulla mentre cerca di farci capire che vuole).

Il problema diventa inquietante quando per la prima volta abbiamo a che fare con la mappa della base dati.

Con il caro PAINT ho disegnato quelli che sono i tre tipi di RDBMS con cui sono abituato a lavorare, ci tengo a sottolineare RDBMS perché questi database che vi sto per presentare, vengono spacciati e garantiti come TALI, andando in ordine di stress e trauma post-job a cui si è sottoposti per analizzarli.

 

La RETE

La Rete

Questo tipo di Database per definizione è una RETE LAN adattata a base dati, si presenta come una struttura Figlia dei Fiori in cui ogni Tabella è amica, parente, madre e padre di tutte le altre che la circondano. La sua stessa composizione è indice dell’insicurezza del suo creatore, non sicuro di poter collegare tutto tramite una semplice relazione, ha deciso di creare una rete le cui caratteristiche delle volte spaventano chiunque si avvicini. Il motto per lavorare con questi database è:

Le vie del signore sono infinite.

L’INCOGNITA

L'incognita

Le tabelle appaiono timide ed introverse, non amano comunicare tra loro, ne tantomeno si impegnano per rendere la vita del DBA facile, per poter capire quali siano i collegamenti è necessario interrogarle una ad una, investigando sul loro carattere (colonne, nomi e tipi) ottenendo un risultato finale in tempi davvero molto lunghi. Per queste basi di dati vale un simpaticissimo commento letto in un articolo:

// Questo codice lo conosco solo io e DIO. 
Qualche tempo dopo...
// Questo codice ora lo conosce solo DIO.

Il senso della frase, relativa al contesto sviluppo codice, penso possa valere anche per queste situazioni.

UTOPIA

Utopia

Lettori ecco a voi quello che un database [ garantito RDBMS ] dovrebbe essere e che in realtà non è mai. Una base dati in cui ogni relazione e tabella sono progettate in modo tale da rendere chiara l’idea di quello che è il dato contenuto. Questo, è il tipo di database con cui non avrete mai a che fare!

CONCLUSIONI

Ad oggi non esiste un reale standard che definisca quali siano le regole per distinguere un Database Relazionale da un semplice contenitore di dati senza alcuna struttura e semantica, allo stesso modo una base dati non può essere definita relazionare solo perché presenta relazioni al suo interno.

Personalmente do una mia interpretazione per descrivere un database di questo tipo: un contenitore di dati con una struttura ben definita in cui tutto è al posto giusto, dai nomi delle tabelle alle loro relazioni, dai dati contenuti alle chiavi primarie scelte. Quando realizzo un progetto penso al database come ad un modulo indipendente dal resto dell’applicazione, modulo in cui devo essere in grado di operare senza essere a conoscenza di quella che è la parte applicativa, Stored Procedure, Chiavi Internet ed Esterne, Vincoli, Trigger etc. sono gli strumenti di cui mi avvalgo (se possibile, cioè se le tecnologie che utilizzo me lo permettono) per modellare l’intero sistema di gestione dei dati.

Ognuno ha il suo modo di lavorare, il contesto è una variabile imprescindibile in base a cui tutto cambia, seguendo queste linee guida realizzo le mie applicazioni ottenendo un vantaggio finale di non poco conto. Quando semantica e regole per una corretta rappresentazione vengono messe da parte, diventa un rischio per la mia salute psicofisica lavorare. Quando sono il diretto responsabile nella realizzazione di una base dati cerco di pensare a chi si troverà a dover interpretare il mio RDBMS e cerco di garantire un ingresso piacevole e senza troppi rischi  .

Tratto da: Come rovinare la vita di un DBA.

PC e Hardware – il problema delle temperature – Software consigliati

20 luglio 2010

Nell’articolo precedete abbiamo affrontato il problema delle temperature che assillandoci – soprattutto in estate – causa diversi “fenomeni” come il riavvio del pc. Per tale motivo è necessario tenere sotto controllo le temperature con alcuni software che possono indicarci preventivamente se il nostro hardware è troppo focoso. Come già sottolineato, le componenti più soggette a surriscaldamento sono il processore, la scheda video e le unità di memorizzazione dati, non vanno tralasciate anche la temperatura della RAM e del Chipset della scheda madre.

Realtemp

Per quanto riguarda il processore, un ottimo software completo e leggere è Realtemp: osservando l’interfaccia (Fig. 1 – Schermata principale) possiamo vedere com’è fatto, offre alcune funzioni come il monitoraggio completo della CPU durante lo stress.

Realtemp

Molto semplice ed intuitivo, mostra il carico del processore in percentuale (Load e moltiplicatore), naturalmente le temperature, la distanza della temperatura massima tollerata (decisa dall’utente nelle impostazioni – per DEFAULT è 100°) e il salvataggio di quelle minime e massime registrate.

La funzione “Sensor Test” riguarda il monitoraggio delle temperature con il processore sotto stress: per poterla utilizzare è necessario scaricare un software aggiuntivo (Prime95) che si occupa dello stress vero e proprio. È una funzione che interessa maggiormente coloro che applicano overclocking e intendono verificare se il range delle temperature risulta ancora tollerabile.

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La funzione “XS Bench” effettua un veloce Benchmark (analisi delle prestazioni) del processore, indicando il punteggio dopo pochi secondi. Con “Reset” invece vengono resettate le temperature minime e massime registrate.

Nelle impostazioni (Fig. 2 – Settings) possiamo settare le temperature massime e minime tollerate (nominate in precedenza) ed un allarme (alla voce Allarm EXE) da eseguire nel momento in cui queste ultime vengono superate. Ma la funzione sicuramente più interessante è “System Try Settings”: una volta selezionati i core che vogliamo monitorare ed eventualmente anche le GPU, nella System Try (in basso a destra accanto all’orologio di Windows) saranno visualizzate direttamente le temperature.

MSI After Burner

Per le schede video, un software molto valido, semplice ed intuitivo è MSI After Burner, questo offre molte funzionalità tra le quali è presente anche l’overclocking della scheda video. La GUI è divisa in due sezioni principali, a sinistra possiamo impostare manualmente il voltaggio dei CORE (è necessario essere estremamente CAUTI con questa gestione, un voltaggio troppo alto rischia di bruciare la GPU), la frequenza del Core Clock (la frequenza vera e propria della GPU), degli Shader Clock (che riguardano principalmente il rendering delle immagini) ed il Memory Clock (la frequenza delle memorie).

Piccola parentesi: con un buon overclocking della scheda video si possono raggiungere aumenti delle prestazioni del 10% circa, che influiscono ben poco. Per questo il mio consiglio e di non utilizzarlo per modificare la scheda in quanto comporta molti rischi per la scheda video che è molto delicata.

A destra della GUI sono presenti i grafici dei monitoraggi: temperatura GPU, velocità ventola e le varie frequenze. Anche per After Burner, nei settings sono presenti numerose interessanti funzioni. Come per Realtemp, una caratteristica interessante è il monitoraggio dell’OSD: una volta scelto cosa monitorare (nell’esempio il Framerate, ma è fondamentale soprattutto per le temperature), ogni qual volta questo software è aperto e viene avviata un’applicazione grafica a schermo intero (come un videogame), i dati monitorati vengono visualizzati in alto a sinistra.

SpeedFan

Per coloro che intendono utilizzare un unico software, meno dettagliato, ma comprensivo di tutti i monitoraggi possibili è SpeedFan, che – tra le tante funzionalità – indica anche la temperatura degli Hardisk e del Chipset della scheda madre. Anch’esso molto intuitivo, oltre alle temperature è possibile controllare la velocità delle ventole e i vari voltaggi.

Per quanto riguarda la RAM il discorso è leggermente più complicato perché non possiede sensori di monitoraggio veri e propri. Per poterne controllare la temperatura, sono necessari dei piccoli Display a cristalli liquidi collegati a delle piastrine adesive, da incollare sul dispositivo che ci interessa (in questo caso la RAM). La temperatura “esterna” sarà direttamente visualizzata sul display. Di solito questi dispositivi vengono forniti insieme ad alcuni case (NXZT Guardian 921), ma possono anche essere acquistati separatamente. Per rendere meglio l’idea, ecco un’immagine:

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A differenza delle altre componenti critiche, la RAM non raggiunge temperature troppo elevate. Per questo il suo monitoraggio non è assolutamente indispensabile.

Enzo Iacovone – Il problema delle temperature – Software Consigliati

Il cioccolato made in Apple.

19 luglio 2010

Uso il termine cioccolato quando voglio intendere una serie di fatti o modi di fare che hanno qualcosa di surreale. Un esempio? Ovviamente la conferenza stampa di Jobs! Sinceramente non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da quella che è stata la sua performance io contro tutti. Pensare di poter nascondere i problemi del proprio cellulare esorcizzando problemi (mini) di altri non è una buona cosa. Fornire notizie sensate ed ammettere i propri errori chiaramente (evitiamo di dire nessuno è perfetto, questa scusa la uso io quando ometto un dettaglio che mi blocca un server web per un servizio pensato e realizzato male su cui posso intervenire!) è molto meglio che cercare di spostare l’attenzione verso gli altri e paragonare altri prodotti.

Sicuramente tutta quella povera gente che ha acquistato una custodia a 29 dollari per risolvere il problema dell’antenna, sarà rimasta davvero male! Perché? Gli analisti hanno previsto che una custodia gratuita per tutti coloro che hanno acquistato un iPhone potrebbe costare ad Apple 1,5 miliardi di dollari con un costo unitario di quasi un dollaro per pezzo! Io mi sarei incazzato e non poco, ma ovviamente staremo a vedere, a Cupertino sono tutti orgogliosi quindi intraprendere questa strada non è nemmeno sicuro!

L’Apple è come una donna, all’inizio può piacerti fisicamente, ma subito dopo, se non c’è cervello o ha un carattere molto particolare, finisci per mandarla a quel paese. Poi ci sono quei ragazzi che “innamorati” perdono la testa e non possono più farne a meno ed ovviamente qui entra in gioco Cuperdido (la versione Apple di Cupido) che con frecce taglienti prima ti dissangua (il portafoglio) e poi (con un qualche tipo di veleno presente sulla punta) ti rende suo schiavo.

Sono dell’idea che nessuno è perfetto, ma credere di esserlo è un errore davvero grande. Pensare di essere migliori degli altri può avere delle conseguenze catastrofiche se non si valutano bene i rischi. Qualcuno ha detto (un ingegnere Apple poi licenziato per dare posto all’ex Cuoco della nazionale italiana – il cioccolato made in Apple) che i problemi del terminale erano noti ben prima della sua presentazione (si dice quasi un anno prima!), forse il loro desiderio di poter ottenere lo stesso successo di Windows Vista si è avverato, si perché si pensa che questo prodotto possa essere davvero un buon rivale del Titanico Windows (v.6 per evitare ripetizioni).

Le mie non vogliono essere critiche ma semplicemente una constatazione della realtà dei fatti. Con la speranza che la mela venga conservata in un buon cesto per maturare per bene e poi essere mangiata, auguro a Jobs un buon lavoro, perché ora ha tanto da fare per risollevare l’immagine (?) che l’azienda si era creata tra i suoi clienti (si… qualcuno si è incazzato, più di uno…).

Le frecce di cupido hanno smesso di funzionare, in attesa del iCioccolat 5g!

iPhone 4g – Ne vogliamo parlare?

6 luglio 2010

untitled Ne vogliamo proprio parlare? Di questo iPhone 4g? Steve ne ha promesse cosi tante durante la sua presentazione ufficiale da creare non poco movimento subito dopo la sua reale comparsa sul mercato. Da questo terminale ci si aspettava molto in termini di Performance, Miglioramenti del Sistema Operativo e Qualità, ci si aspettava uno Smartphone migliore del suo predecessore ( 3GS ), ma alla fine non è stato cosi. Analizzo gli aspetti che personalmente ho ritengo più importanti e che, a quanto detto, meno soddisfacenti.

Multitasking: ci stiamo prendendo in giro? Ha promesso l’esecuzione parallela di più applicazioni, sono anche sicuro che sia stato accolto con applausi dopo questa affermazione e mi sorge spontanea una domanda: Ma non erano gli stessi clienti Apple ad affermare che il multitasking non è una feature adatta per uno Smartphone che invece si appresta a dover eseguire una singola operazione alla volta?

Ovviamente quanto promesso, nella realtà, assume diverse modifiche. Alla fine è un finto multitasking, si perché ciò che realmente avviene quando si passa da un’applicazione ad un’altra è il freezing della precedente! In poche parole se io sto utilizzando Messenger e mentre messaggio con i miei amici mi arriva un SMS, spostandomi, Messenger viene ibernato e quindi diventa inutilizzabile (niente avviso per nuovi messaggi, niente messaggi, niente di niente). Se in altri contesti tipo la semplice apertura di pagine web, può risultare utile, nella maggior parte dei casi, contesti in cui realmente il multitasking sarebbe di aiuto, questo non lo è!

Antenna & Co: l’antenna? Sul 3Gs il problema c’era (mi dicono), quindi è normale che ci sia anche sul 4g. Ma non si parlava di una versione strabiliante ed entusiasmante del nuovo telefono? E i miglioramenti dove sono? Di certo non nel mio modo di utilizzare un telefono, non penso di dover essere obbligato a cambiare mano con cui effettuare le chiamate perché il mio modo di impugnare il dispositivo è da considerarsi sbagliato. La mia opinione potrebbe sembrare esagerata, ma nasce spontanea dopo le affermazioni a catena della stessa casa madre dopo le prime lamentele:

  1. il telefono non ha alcun problema;
  2. il telefono non ha alcun problema – il modo di impugnarlo e sbagliato (qui, chi lo ha comprato, almeno quelle persone in grado di distinguere un apparecchio tecnologico da un giocattolo, penso si siano un po’ arrabbiate);
  3. il telefono non ha alcun problema – ecco la soluzione: comprate il nostro fodero protettivo che evita la perdita del segnale. Ma quando ci metto un fodero, il bellissimo design (unico punto a suo favore) di questo cellulare va a quel paese aumentando la percezione di possedere un mattoncino di gomma nelle proprie tasche. Poi, cosa stranissima, è la prima volta che Apple si occupa della commercializzazione di foderi per i suoi prodotti, non vi fa’ pensare questa cosa?
  4. il telefono ha un problema – è risolvibile con un aggiornamento software appena possibile, i nostri ingegneri ci stanno lavorando.
  5. il telefono ha un problema – abbiamo scoperto quale: da quando commercializziamo iPhone non ci siamo mai accorti che il calcolo delle tacche per la disponibilità di segnale è totalmente sbagliato. Ok, qui posso comprendere benissimo se qualche acquirente ha pensato di spaccare l’ingresso di un Apple-Store con un furgone blindato o chiamando direttamente l’A-Team.
  6. Qualcuno dice che si sta esagerando ed esaltando un problema: siamo arrivati al punto 6 in questa lista, è normale che qualcuno ne parli a gran voce se lo stesso Steve Jobs istiga con le sue affermazioni a dir poco assurde.
  7. Qualcuno ha contattato l’A-Team ufficialmente, ora stiamo a vedere che succede!

Lo schermo: mi sembrava di aver capito che fosse quasi più intelligente di me.

Qualità quasi impercettibile ad occhio umano (mito sfatato poco dopo, ok ottima qualità e risoluzione, ma l’esagerazione è il punto forte di Jobs).

Oh… peccato per le macchie gialle che si sono fatte scoprire (Lo so’, poco tempo dopo spariscono, 48 ore per la precisione)! Credetemi, non tifo per nessuno, non ho mai comprato un prodotto Apple, iPhone 4g per me, doveva essere il primo acquisto. Non vi nascondo che nei giorni successivi alla presentazione ero seriamente intenzionato a preordinarlo, poi ci ho pensato meglio e ho deciso di aspettare e di informarmi attraverso le impressioni di altri acquirenti. La sorpresa mi ha lasciato un certo amaro in bocca, spero che con il tempo ci sia un cambiamento radica nelle politiche di gestione e produzione dei prodotti Apple (dall’hardware al software). Fino a quel momento resterò a guardare e quando sarò convinto di poter acquistare un buon prodotto non esiterò a farlo tornando indietro sui miei passi se necessario.

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